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Presentazione libri

Paolo Gentiluomo - Lo smaltimento

Paolo Gentiluomo - Lo smaltimento - Associazione culturale Hde
Ne parlerà con l'autore Ferdinando Tricarico.
  
In un mattino afoso un incidente d'auto per uno stop non rispettato: Andrea Cosma, tecnico di emissione della rete televisiva interna al Museo Antropologico Lombroso, scappa senza sincerarsi delle conseguenze. Da questo episodio comincia la sua testimonianza, ma la ricostruzione dei fatti, incalzata da una voce che fa domande, subisce frequenti deragliamenti visionari mentre Andrea racconta i colloqui coi responsabili del Museo, le inquietanti notizie sull’incidente, il suo licenziamento, una rocambolesca fuga inseguito da un vigilante, la lotta con un prete, l’incontro con l’attizzatore delle caldaie nei locali della lavanderia. Altre testimonianze sono al vaglio dell’Ufficio Rimozione: le voci della fidanzata di Andrea, la deposizione di una suora invasata, l’interrogatorio di Barnaba Buonaiuti che parla di una grande manifestazionespettacolo e la violenta repressione da parte delle forze dell’ordine. La storia si avvolge e si complica: in attesa di smaltimento?
 
Paolo Gentiluomo nacque a Vercelli nel 1964 e opera a Genova. Suonò musica industriale coi TamQuamTabulaRasa (tapes-cd). Coordinò con Berisso, Cademartori e Caserza il collettivo di pronto intervento poetico Altri Luoghi. Partecipò al Gruppo 93. Danzò in Danze minute e sTANZe della coreografa-danzatrice Aline Nari. Lesse in feste, festival, gallerie, radio, chiese sconsacrate, monasteri, musei dell'attore, teatri, ex-macelli, varietà patafisici. Pubblicò Novene irresistibili (Periferia, 1995), Catalogo (Zona, 1998), il manualetto per ragazzi Poemificio (D’If, 2003), Dice con quanti denti quest'amor ti morde (Mazzoli, 2005, finalista al Delfini), La ragion totale (Zona, 2007, finalista al Tassoni 2008, segnalato al Montano 2009).

Ciro D'Acampo - L'uomo nudo

Ciro D'Acampo - L'uomo nudo - Associazione culturale Hde
Romanzo di un tempo (il nostro) dove tutto pare scritto sulla sabbia.
Andrea, il protagonista della storia, lasciato dalla moglie, in un mondo lavorativo dei colletti bianchi, nel quale anche le gratificazioni hanno qualcosa di velenoso e competitivo, percorre la via della ricostruzione di sé.
Ricostruisce un legame forte con un figlio adottivo, e pur rincorrendo un illusorio “amore di riserva” (Amina) riscopre l’entusiasmo per la vita.
Se pure la verità non esiste, in ogni uomo sopravvivono potenze inaspettate e rigeneranti. Un romanzo a lieto agro fine che sorprende per la qualità della scrittura e la profondità dei personaggi.

Daniela Iachetti Federici - Il colore della notte

Daniela Iachetti Federici - Il colore della notte - Associazione culturale Hde
Un viaggio dentro se stessi, per ritrovare ciò che di oscuro è stato rimosso nel corso del tempo. È quanto accade a Lulù a cui nulla mancherebbe per essere felice nella sua bella casa di Ischia, sul suo terrazzo pieno di fiori che si affaccia sulla campagna e vede in lontananza il mare di Capri.
Ma a causa di un doppio evento traumatico, la perdita del padre e un improvviso vuoto di sospensione con la vita, molte certezze si dissolvono. Nulla appare più come sembrava, e la realtà è un misterioso evolversi di eventi che costeggiano il sogno e a volte sono frutto di allucinazioni. Segnali da decifrare alla luce di un rinnovato stato di allerta.
Lulù dovrà riconsiderare i rapporti umani. Liberarsi dagli stereotipi. I giudizi affrettati. Come nel caso di Anny, donna di religione musulmana che si rivelerà un’amica preziosa . Infine, un piccolo e insignificante portachiavi la aiuterà, in un finale sorprendente e inatteso.
 

Fellini, di segni e di sogni

Fellini, di segni e di sogni - Associazione culturale Hde
a cura di tricromia
Ne parleranno Vincenzo Siniscalchi, Alberto Castellano e Stefano de Stefano.

Nel concedere i disegni all’editore di preziosi libri d’arte, che qui li ha raccolti, noi della Fondazione Fellini abbiamo tenuto presente la grande mostra, allestita nel 2003 al Guggenheim a New York per onorare il Nostro nel decennale della sua scomparsa.
I disegni in quella occasione furono scelti unicamente secondo un criterio estetico, come pareva giusto per un’esposizione che si teneva in uno dei templi universalmente riconosciuti dell’arte moderna e contemporanea.
Così Fellini, uno dei massimi registi del Novecento, fu consacrato come artista figurativo degno di stare nell’olimpo dei grandi pittori, nonostante egli non abbia mai usato il pennello.”
dalla prefazione di Vittorio Boarini



Fellini di segni e di sogni,
una preziosa raccolta di disegni inediti pubblicati dalla galleria tricromia scelti unicamente secondo un criterio a fissare e chiarire visualmente una disposizione, una situazione, un carattere, il costume di un certo personaggio, una sensazione; una serie fittissima e inestricabile di rimandi all'opera filmica.
E' sufficiente soffermarsi sulle opere selezionate per questa pubblicazione per avvertire che esse sono autentica espressione di una genialità pittorica, la quale trascende la propria genesi materiale (matita, pastelli, inchiostro, pennarello) per assumere l'aspetto di pittura senza pennello.
E' noto, infatti, che Fellini durante la preparazione dei film disegnava personaggi, costumi, caratteri e ambienti che poi avrebbe portato sul set. Altrettanto noto è che nel corso della lavorazione dei film dava istruzioni ai suoi collaboratori, costumisti e scenografi, disegnando ciò che voleva venisse realizzato (disegni che, prima del Casanova , venivano spesso gettati una volta utilizzati). Ma la funzionalità del disegno all'esecuzione dell'opera cinematografica non contrasta con il fatto che il disegno stesso, sia pure indipendentemente dalle intenzioni dell'autore, finisca per assumere una connotazione estetica.
Infatti, se ci sforziamo di applicare a questi disegni le categorie storiche della critica d'arte, scorgiamo la lezione dell'espressionismo nella sua fase delle figure abnormi, di una realtà deformata e mostruosa. Così come agevolmente si individuano le componenti surrealiste, di un surrealismo che supera i limiti autarchici che avevano caratterizzato la cultura italiana degli anni Trenta, per collegarsi ai modelli europei che fanno riferimento a maestri quali Ernst, Dalì, Brauner e Magritte, per citare solo i più ovvi. Non sembri eccessivo richiamare anche Picasso: lo zoomorfismo di alcune figure femminili (pantere, leopardi, leonesse) unitamente al primitivismo selvaggio del loro sesso cespuglioso, l'allusione ironica al Minotauro nel “maschiaccio” villoso, l'amplesso fra la donna appena delineata e una belva umana pelosa credo possano giustificarlo.

Eleonora Capuozzo, Betty Bee - L'artista in gabbia

Eleonora Capuozzo, Betty Bee - L'artista in gabbia - Associazione culturale Hde

Mercoledì 16 dicembre, ore 18.30

Presentazione del libro
L'ARTISTA IN GABBIA
 
 
Nando Vitali ne parlerà con le autrici,
Eleonora Capuozzo e Betty Bee



Tratto da http://aporienapoletane.blogspot.com
Blogger GRAFFIO

Abusi. Tema corrente di cronache familiari deviate, amori morbosi e patologie oscure. Ma che può divenire una tela sfilacciata, d’un’artista border-line, al limite della dispercezione, i tagli modulari sul tessuto endemico ben visibili e sanguinolenti, nel ricordo d’una bimba attonita, feticcio animato di vivida innocenza, gli occhi sgranati a fissare del volto l’orrore, la sua contigua violenza. Un riverbero asfittico di carezze sfumate, un amore rachitico, tubercolotico, a sputar indifferenza ed umori virali: un padre-uncino a scarnificare il volto acerbo d’una figlia sgomenta; una madre-baccello spossata ed inerme, vestale di cenere, a guardia di bastioni in rovina, il fuoco d’un dispotismo miserevole, di stracci frusti, che si staglia minaccioso, obliquo e morente. Un flusso letargico di memorie sopite, fiere mai dome, che s’agitano nel cerchio infuocato d’una donna “captiva” , scheggia rabbiosa sfuggita ad un passato di sofferenze primigenie. Mary il suo nome, il suo vessillo slabbrato: donna-sirena, ad annaspare nel limen lutulento d’una fanciullezza negata, il suo canto angoscioso risuona nelle pagine-confessione de “L’artista in gabbia. Storia della bambina Mary” (Vox edizioni), uno schiaffo urticante che la psicologa Eleonora Capuozzo imprime sulla pagina, con la stessa vis espressiva con cui la “folle” Betty Bee (all’anagrafe Elisabetta Leonetti) genera le sue opere “daemoniche”. Le due donne disegnano orbite convergenti, un percorso che s’interseca come caduceo ermetico, emblema d’una sinestesia speculare, in cui inchiostro al nero di pece e colori eversivi si fondono, episteme percettiva d’un linguaggio comune, assimilato e sublimato nell’archetipo d’una sofferenza escatologica. Artista in gabbia perché represso, abusato nella sua intima essenza, ma che assecondando il suo demone ritrova sé stesso, un filo serico che si tende sull’infinito a legarne l’animo lacerato e convulso. Attraverso gli occhi della sua terapeuta, si decostruisce la maschera stereotipica dell’artista-Mary, se ne percorre l’iter a rovescio, reinfetandosi nella sua dimensione placentare di bimba-monade, in quel microcosmo segnato indelebilmente dall’eccessiva fisicità di un padre-Creonte che ne sacrificò l’amore sull’ara d’una cieca e ferale violenza. L’eden bucolico d’una pace domestica che diviene riflesso marziale, sterpaglia raggelata da turbolenze affettive che innescano vorticosi grovigli emotivi: il sesso come sferza e comando, stimolo predatorio e ricetto momentaneo, libidinoso effluvio di vapori corporali a placare la sete morbosa di una libertà soffocante, estrema, sempre anelata e allo spasmo rincorsa. La Capuozzo ricrea tutta l’angoscia ansiogena di una donna fragile e nervosa come il battito d’una farfalla, ma che nella sua arte ritrova la forza pungente e recisa d’un calabrone indomito. Un libro necessario, crudo nella sua intima verità: perché certe ferite continuano a sanguinare, stilla dopo stilla. Sempre.

Maurizio de Giovanni - Il posto di ognuno

Maurizio de Giovanni - Il posto di ognuno - Associazione culturale Hde
Mercoledì 25 novembre, ore 18
 
Presentazione del romanzo
Il posto di ognuno - L'estate del Commissario Ricciardi
di Maurizio De Giovanni
edito da Fandango libri
(Candidato finalista al Premio letterario Giorgio Scerbanenco) 
 
Nando Vitali ne parla
e conversa con l'Autore

 
 

Napoli 1931. Le stagioni si susseguono incuranti del sangue e della morte e la città si prepara ad affrontare il caldo torrido dell’estate.
Luigi Alfredo Ricciardi, Commissario in forza alla Regia Questura di Napoli, affronta un nuovo caso di omicidio insieme all’inseparabile Brigadiere Maioni. Ricciardi è un commissario fuori dal comune, un solitario, uno che non ama eseguire gli ordini che gli vengono impartiti e di solito fa di testa sua. Non è ben visto dalla gerarchia fascista che lo controlla a distanza ma lo lascia lavorare, perché stranamente i casi li risolve tutti…
In molti cominciano a sospettare che Ricciardi abbia un segreto, si dice parli direttamente con il Diavolo. In realtà Ricciardi si limita ad ascoltare le ultime parole dei morti, più che un dono, una condanna.
L’estate del commissario Ricciardi vedrà la morte della bellissima duchessa di Camparino, una donna misteriosa dalla chiacchierata vita notturna. Anche stavolta saranno le ultime parole pronunciate dalla vittima a far partire l’indagine che condurrà il commissario, e noi lettori insieme a lui, a scoprire una Napoli riarsa e poco conosciuta, abitata da personaggi inquietanti che tenteranno di ostacolare il suo lavoro.


Maurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora.
Nel 2005, con il racconto "I vivi e i morti", protagonista il commissario Ricciardi, vince il premio nazionale Tiro Rapido per giallisti esordienti. Il senso del dolore è il suo primo romanzo, pubblicato nel 2006 con il titolo Le lacrime del pagliaccio, ora rivisto e aggiornato per Fandango Libri. È anche il primo di una serie dedicata alle stagioni del commissario Ricciardi, di cui Fandango Libri pubblicherà quattro titoli.

1989 - edizioni Orecchio Acerbo

1989 - edizioni Orecchio Acerbo - Associazione culturale Hde

Venerdì 13 novembre, ore 18.30

in collaborazione con il Goethe Institut e con la Fondazione Premio Napoli
 
Presentazione del libro
1989
(edizioni Orecchio Acerbo)
 
La penna di 10 grandi scrittori internazionali
(tra i quali Camilleri, Boll, Schulze)
e la matita dell'illustratore tedesco Henning Wagenbreth 
per ricordare i vent'anni dalla caduta del muro di Berlino.




 
Ne parlano:
Fausta Orecchio
 Riccardo Dalisi, Maurizio De Giovanni,
Edoardo Sant'Elia, Mario Losasso,
Antonella Cilento, Maurizio Zanardi.
 
Modera
Silvio Perrella (Presidente della Fondazione Premio Napoli)
 
La presentazione del libro 1989 sarà l'occasione  per rievocare,
 attraverso i ricordi degli ospiti,
questo evento storico che ha profondamente cambiato il mondo,

e per riflettere sui tanti muri ancora esistenti, anche nella città di Napoli.
 
I nostri ospiti e altri scrittori sono stati invitati a
scrivere un breve racconto sul ricordo che serbano della caduta del muro.
I racconti verranno pubblicati sul nostro sito
e anche su quello del Goethe-Institut,
 dove verranno tradotti anche in tedesco.
 
 
Ricordiamo inoltre che fino al 27 novembre, presso la sede dell’associazione Hde, sarà possibile visitare la mostra “1989” di Henning Wagenbreth, composta dalle tavole originali del libro omonimo nonché altri lavori dell’illustratore tedesco.
 

Dario Pasquali - Family snapshot

Dario Pasquali - Family snapshot - Associazione culturale Hde

Venerdì 25 settembre, ore 18.00
 
PRESENTAZIONE  DEL ROMANZO
FAMILY SNAPSHOT di DARIO PASQUALI
(Compagnia dei Trovatori)

 
PRESENTANO
Antonella Ossorio, Michele Serio, Nando Vitali
 
COORDINA
Piero Antonio Toma
 
LETTURE di Gaetano Amato
 


Una storia liberamente ispirata al “caso Cogne”. Un bambino viene ucciso il 30 gennaio del 2002, in una casa di un paese in alta montagna. La mamma, principale sospettata, viene dichiarata colpevole e condannata. Esattamente venti anni dopo, il 30 gennaio del 2022, un aspirante scrittore trova  nella soffitta della casa in cui vive da tempo alcuni fogli manoscritti, che raccontano la storia di quel delitto. Comincia a leggerli alla ricerca finalmente della verità. In quei fogli si alternano personaggi e calligrafie diverse. A raccontare è il padre del bambino ucciso, che ci riporta inizialmente agli anni in cui nasce il suo amore per la moglie Ada. Attorno ai due si muovono altre figure, apparentemente estranee, che però si dimostreranno pedine fondamentali. In una tensione crescente che prelude al dramma, gli eventi, i sentimenti, i segnali, gli incontri, le coincidenze spingono, come guidati da una forza esterna, verso l’esplosione di tutta la violenza nascosta dietro le finestre serrate di casa. Infine la verità verrà svelata, e ogni interrogativo troverà la sua risposta, ogni personaggio il suo senso, sarà identificato il luogo in cui la violenza nasce, proprio all’interno di una famiglia all’apparenza normale e felice, dove il peso della religione, il giudizio degli altri e la difficoltà a sentire amore opprimono e creano sofferenza.

 

È un luogo che assomiglia molto alla soffitta in cui lo scrittore legge una dopo l’altra le pagine scritte a mano insieme con noi lettori, in notti buie che si fanno minacciose, dove emozioni, paure, rumori, ricordi prendono vita fra le ombre, all’interno di una casa in un paese di alta  montagna.
 
L’AUTORE
Dario Pasquali è nato nel 1963, ingegnere, manager, le sue precedenti pubblicazioni di narrativa sono: Respirando il silenzio degli istanti più lunghi (Lalli edizioni, 1987); La pioggia rosa (Marotta editore, 1995); Le luci del tempo nascosto (Marotta editore, 1998); Destiny Control (Guida editore, 2003).

Milton Glaser - Drawing is thinking

Milton Glaser - Drawing is thinking - Associazione culturale Hde

Domenica 31, ore 11 - Sala Agave
presentazione del libro 
Milton Glaser - Drawing is thinking

Ne parleranno
Cristina Taverna, direttrice della casa editrice Nuages e Goffredo Fofi.


Milton Glaser
Drawing is thinking

Per più di cinquant’anni Milton Glaser ha disegnato molto del mondo che viviamo e sperimentiamo ogni giorno. I suoi manifesti, i libri, gli album, i ristoranti, le pubblicità e altre cose ancora lo fanno ritenere una delle forze dominanti nel design in America. Ora, in Drawing is Thinking, Glaser accosta un sorprendente vocabolario di immagini, di tecniche così da creare il suo libro più personale. In un certo modo, non solo ha disegnato per tutta la vita; ma ha sempre anche pensato all’arte e al design.
Partendo dal sul suo punto di vista che ogni arte ha la sua origine nell’impulso della creazione, ha progettato un libro che in modo potente delinea questa posizione.
In Drawing is Thinking, i disegni sono destinati a essere sperimentati in sequenza, in modo che lo spettatore non solo segua Glaser attraverso queste pagine, ma arrivi alla sua mente. I disegni rappresentano una vasta schiera di soggetti presi dall’intero insieme della riflessiva carriera del maestro. Le pagine suggeriscono che il disegno non è semplicemente il mezzo per rappresentare la realtà, ma, come il titolo implica, il miglior modo per percepire il mondo. Il creatore e lo spettatore diventano più attenti, uno attraverso la creazione, l’altro attraverso la sperimentazione.
I due libri di Glaser, entrambi pubblicati da Overlook, Graphic Design e Art is Work, sono stati ristampati per decenni dalla loro prima uscita. In modi diversi entrambi sono vetrine del suo lavoro con ampie descrizioni di come avanzava, e di come i problemi del design venivano risolti visualmente. Ma, in Drawing is Thinking l’autore è meno preoccupato alla vetrina. In questo momento Glaser si interessa a come la mente lavora nel suo tentativo di creare la realtà.

 
MILTON GLASER
Milton Glaser è nato a New York nel 1929, si é laureato alla Cooper Union di New York e, in seguito, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Glaser è stato co-fondatore e direttore artistico della rivista New York, fondatore dei Pushpin Studios, un gruppo i cui lavori sono stati esposti in tutto il mondo. I suoi libri precedenti, Milton Glaser: Graphic Design e Art is Work, grandi classici del settore, sono stati tradotti in molte lingue. E’ docente e consigliere d’amministrazione della School of Visual Arts, New York, dal 1961. Il suo lavoro è stato oggetto di esposizioni in tutto il mondo; è stato onorato con una mostra personale al Museum of Modern Arts di New York e al Centre Georges Pompidou di Parigi. Tra i numerosi premi ricevuti negli anni, ha avuto nel 2004 il Lifetime Achievement Award dal Smithsonian Cooper-Hewitt, National Design Museum, per il suo profondo e significativo contributo all’esercizio contemporaneo del design.

Antonella Cilento - Isole senza mare

Antonella Cilento - Isole senza mare - Associazione culturale Hde
Isole senza mare è la storia parallela di due donne che attraversano l'Otto e il Novecento: Aquila, nobile caduta in povertà e costretta a lasciare la Spagna, vende se stessa e tenta il riscatto diventando l'amante del marchese Campana, collezionista di arte e di vite altrui, un amore che la trascinerà in una trama di ossessioni, vendette e fantasmi. Nina, ultima erede di una catena di donne che dalla Spagna sono fuggite, ha più di ottant'anni, ha vissuto il Fascismo e una difficile intimità famigliare percorsa da molti nodi silenziosi: orfana di padre, sposa tardiva, madre mancata. Aquila e Nina amano con infelicità, entrambe sono esiliate: legate a doppio filo da rimandi, coincidenze ed eredità, le loro vicende si intrecciano con un coro di indimenticabili personaggi sullo sfondo del Mediterraneo.
A cavallo del tempo, protagonisti assoluti di "Isole senza mare" sono l'identità femminile, l'amore, deluso ora dalla morte, ora dal tradimento, e la solitudine invincibile delle donne alla soglia delle grandi come delle piccole trasformazioni.
 
Antonella Cilento è nata nel 1970 a Napoli dove vive e insegna scrittura creativa dal 1993. Nel 1998 è stata finalista del Premio Calvino e ha vinto il Premio Pier Vittorio Tondelli nel 1999. Ha scritto numerosi testi per il teatro, racconti su riviste e antologie e il libro di racconti Il cielo capovolto.
E’ stata segnalata dal Premio Calvino 1997 per il romanzo inedito Ora d'aria e ha vinto il Premio Tondelli con la sua tesi di laurea. Un suo manuale dedicato alla scrittura creativa è stato pubblicato da Simone Editore nel 2000: Cilento e Piedimonte, Scrivere. Guida ai mondi della parola scritta. Ha ideato e conduce il Laboratorio di scrittura Creativa Lalineascritta dal 1993 presso associazioni, librerie, scuole di ogni ordine e grado, forma insegnanti e studenti in tutt’Italia e dirige con Giovanni accardo la scuola “Le Scimmie” presso l’UPAD di Bolzano. Ha scritto numerosi testi per il teatro e cortometraggi per Mario Martone e Sandro Dionisio. Coordina il progetto SudCreativo, ha realizzato convegni su Pier Vittorio Tondelli e la scrittura creativa nel Sud Italia, rassegne di autori contemporanei ed è responsabile del portale
www.lalineascritta.it con il quale conduce programmi di formazione e laboratori on-line.
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