Grondante sangue è il giocattolo rabbioso di un narratore che va contro ogni convenzione letteraria. Nel geniale cocktail di Rafael Reig, come in Blade Runner, il futurismo diventa western, la Spagna è stata invasa dagli Stati Uniti dopo che il Partito Comunista ha vinto le elezioni, il petrolio è esaurito e il Paseo de la Castellana di Madrid è un fiume navigabile che attraversa la città.
Rafael Reig è nato a Cangas de Onìs nelle Asturie nel 1963. Ha trascorso la prima infanzia in Columbia e la sua giovinezza tra New York e Madrid, dove si è dedicato a “un’accurata selezione di bar nel quartiere Malasana”.
Ha insegnato all’università di Saint-Louis e attualmente è docente di letteratura a Madrid; ha curato diverse opere di Mariano José de Larra, Benito Peréz Galdos e altri autori del XIX secolo; ha collaborato ai quotidiani “El Mundo”, “El Pais” e “ABC”e dal 2007 è caporedattore culturale del quotidiano “Pubblico”.
Reig è considerato uno degli autori più originali e significativi dell’attuale panorama letterario spagnolo, soprattutto dopo l’uscita nel 2002, del romanzo “Sangre a Borbotones” (”Grondante sangue”), che ha ottenuto il prestigioso “Premio de la Critica de Asturias” ed è stato finalista del “Premio Fundacion Lara”. La sua carriera è legata a doppio filo alla giovane casa editrice Lengua de Trapo, con la quale ha pubblicato cinque titoli: fra questi ricordiamo “Guapa de cara” e ” Autobiografia apocrifa de Marilyn Monroe”.
Secondo Antonio Ortega, Reig “sta dimostrando che cos’è la buona letteratura e ha saputo indicare nuovi orizzonti di lavoro letterario… C’è chi la chiama letteratura postmoderna, ma ha molto a che vedere con la tradizione”.






