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Presentazione libri 2008

Rafael Reig - Grondante sangue

Rafael Reig - Grondante sangue - Associazione culturale Hde
Un padre cerca la figlia adolescente fuggita di casa, un impiegato comunale sospetta che sua moglie lo tradisca, un personaggio di finzione scappa dalle pagine di un manoscritto e acquista vita propria. Tre casi difficili per Carlos Clot, il malinconico detective che dovrà fare i conti con un’assurda trama criminale.

Grondante sangue è il giocattolo rabbioso di un narratore che va contro ogni convenzione letteraria. Nel geniale cocktail di Rafael Reig, come in Blade Runner, il futurismo diventa western, la Spagna è stata invasa dagli Stati Uniti dopo che il Partito Comunista ha vinto le elezioni, il petrolio è esaurito e il Paseo de la Castellana di Madrid è un fiume navigabile che attraversa la città.
  
Rafael Reig è nato a Cangas de Onìs nelle Asturie nel 1963. Ha trascorso la prima infanzia in Columbia e la sua giovinezza tra New York e Madrid, dove si è dedicato a “un’accurata selezione di bar nel quartiere Malasana”.
Ha insegnato all’università di Saint-Louis e attualmente è docente di letteratura a Madrid; ha curato diverse opere di Mariano José de Larra, Benito Peréz Galdos e altri autori del XIX secolo; ha collaborato ai quotidiani “El Mundo”, “El Pais” e “ABC”e dal 2007 è caporedattore culturale del quotidiano “Pubblico”.
Reig è considerato uno degli autori più originali e significativi dell’attuale panorama letterario spagnolo, soprattutto dopo l’uscita nel 2002, del romanzo “Sangre a Borbotones” (”Grondante sangue”), che ha ottenuto il prestigioso “Premio de la Critica de Asturias” ed è stato finalista del “Premio Fundacion Lara”. La sua carriera è legata a doppio filo alla giovane casa editrice Lengua de Trapo, con la quale ha pubblicato cinque titoli: fra questi ricordiamo “Guapa de cara” e ” Autobiografia apocrifa de Marilyn Monroe”.
Secondo Antonio Ortega, Reig “sta dimostrando che cos’è la buona letteratura e ha saputo indicare nuovi orizzonti di lavoro letterario… C’è chi la chiama letteratura postmoderna, ma ha molto a che vedere con la tradizione”.

Chiara Rapaccini - LOVSTORI (amori sfigati)

Chiara Rapaccini - LOVSTORI (amori sfigati) - Associazione culturale Hde

Il fumetto sugli allegri disastri del cuore.
Una preziosa scatolina, edita da Tricromia, che contiene 80 "santini" – riproduzione di altrettanti originali acrilici – che raccontano di amori sfortunati, atteggiamenti goffi, timidezze, gaffes, sms mai spediti. Dialoghi di innamorati contemporanei, quasi tutti perdenti, ma teneri, autentici e autoironici.
 Un omaggio a Claire Bretécher, una grande artista, un po' dimenticata, che nei suoi disegni parla d'amore con ironia e disincanto.
  
BIOGRAFIA
Chiara Rapaccini è nata a Firenze nel 1954, ma vive a Roma. Laureata in Pedagogia, è grafica, scenografa, scultrice, illustratrice e scrittrice di libri per ragazzi. Ha disegnato film di animazione per la RAI e per il cinema, ha collaborato come illustratrice con numerosi periodici italiani. Si è in seguito cimentata con la scrittura, e i suoi romanzi, scorci satirici di vita quotidiana, sono molto amati per il tono ironico e scanzonato e la capacità di mettere a nudo le contraddizioni del mondo degli adulti. Le sue mostre sono state allestite a Roma, Milano, Torino, Genova e Venezia. Chiara Rapaccini collabora inoltre come illustratrice con Il Corriere della Sera, La Repubblica e Il Manifesto, ma è anche collaboratrice del Teatro di Roma e insegna dal 1995 all'Istituto Europeo del Design di Roma. Nel 1999 ha vinto il Premio Nazionale dell'Illustrazione Il Battello a Vapore - Città di Verbania.

Maurizio de Giovanni - Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi

Maurizio de Giovanni - Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi - Associazione culturale Hde
Venerdì 9 maggio alle ore 18, incontro con Maurizio de Giovanni autore del romanzo Il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi (Fandango libri).
Ne parleranno con l'autore Angelo Petrella, Michele Serio e Nando Vitali. Letture di Giovanni Nurcato.
 
Nel corso della serata verrà presentata la nuova casa editrice "ad est dell'equatore".
  
Assaggio del romanzo
 «Il bambino morto stava all'impiedi, fermo sull'incrocio tra Santa Teresa e il Museo. Guardava i due ragazzi che, seduti a terra, facevano il giro d'Italia con le biglie. Li guardava e ripeteva: «Scendo? Posso scendere?».
L'uomo senza cappello sapeva della presenza del bambino morto ancora prima di vederlo: sapeva che il lato sinistro, il primo che i suoi occhi avrebbero incontrato, era intatto; mentre a destra, il cranio era stato cancellato dall'impatto, la spalla era rientrata nella cassa toracica sfondandola, il bacino era ruotato attorno alla colonna vertebrale spezzata. E sapeva anche che al terzo piano del palazzo…»

Lorenzo Mattotti - Nelle profondità

Lorenzo Mattotti - Nelle profondità - Associazione culturale Hde
Nel percorso esplorativo dell’animo umano Lorenzo Mattotti è un indiscusso maestro. Ogni creazione artistica non è semplice descrizione, ma la piacevole scoperta di un’emozione. Ora bisogna viaggiare «Nelle Profondità», luogo di verità in cui perdersi per ritrovare l’armonia. L’apparenza della superficie è l’ostacolo da superare per incontrare la conoscenza. È nel profondo, alle fondamenta della materia e dello spirito, il momento dell’illuminazione. Una raccolta intensa, ricca di significati, di visioni anche destabilizzanti, di fronte alla quale è impossibile non lasciarsi avvolgere, impressionare. Ecco i barboni, ingabbiati in uno spazio fluttuante, esprimere magistralmente il tema dell’umiliazione, della perdita di libertà e di identità, in cui ogni uomo può trovarsi. Alla sofferenza fisica corrisponde la fragilità interiore e la caduta labirintica, paure che l’uomo irrazionalmente prova nel suo quotidiano. E nella serie dei pastelli «Bestie e cani di razza» esplode l’aggressività prevaricatrice ferina, che non genera alcuna reazione nei barboni, ai piedi della società, prostrati sull’asfalto senza speranze, fisicamente forti ma svuotati di ogni slancio salvifico. Invece nelle «Foreste» gli alberi trasudano una grande intensità drammatica: i tronchi e i rami appaiano torturati, intrecciati nel dolore e nella morte. Ma la rinascita di rami novelli crea uno spiraglio di luce interiore, laddove il nero impera assoluto, solo a tratti spezzato dal bianco che forgia la materia, figure serpentiformi di una foresta quasi magica. E dura è anche l’atmosfera della «Città», un disegno realizzato in sei parti, in bianco e nero, in cui una figura umana osserva un paesaggio urbano sul quale incombe una nuvola minacciosa. Nelle «Stanze», invece, un uomo e una donna si scambiano tenere effusioni, sguardi complici, intimi. È il ricordo dell’innamoramento giovanile, di quell’attimo effimero che non è stato colto. Forse la scoperta dell’Amore, vero e totale, riletto con l’esperienza della maturità, mentre più simbolico si rivela l’amore «Nell’acqua», in cui due corpi nudi, abbracciati nel bisogno e nel desiderio, dialogano attraverso il contatto della pelle. Nella «Patagonia» il lavoro artistico è strettamente legato all’esperienza diretta: un viaggio nelle profondità dell’animo, dove albergano il ricordo e le emozioni suscitate dai luoghi vissuti. E la carta porosa, assorbente, partecipa attivamente rivelando aspetti inattesi di alcune immagini, inghiottendo l’inchiostro per poi liberarlo con una corposità nuova. Nei «Quaderni indiani» il leitmotiv è la connotazione spirituale, la presa di coscienza dell’uomo di appartenere al mondo, all’armonia, immerso nella luce e nella bellezza, nel rispetto della disciplina, dell’acquisizione di un rigore formativo. Dunque un sofferto e intenso lavoro di ricerca interiore e di sperimentazione che Lorenzo Mattotti affronta nel rispetto costante della propria coerenza artistica, dove – come l’artista stesso asserisce – «ogni disegno è sempre legato alla conquista di una libertà di espressione».