Fabian Negrin ESOTISMI
Il 18 maggio, alle 18.30, alla presenza dell’autore, la galleria Hde inaugurerà ESOTISMI una personale di Fabian Negrin, del quale la casa editrice Gallucci ha recentemente pubblicato Frida e Diego. Una favola messicana. Le tavole originali di questa splendida pubblicazione faranno parte dell’esposizione insieme ad altre opere tratte da alcune dei suoi libri più famosi (Fumo negli occhi, Orecchio acerbo editore, Il nuvolo innamorato di Nazim Hikmet, Mondadori, La carovana di Wilhelm Hauff, Mondadori, e Il drago e le farfalle di Italo Calvino, appena pubblicato da Mondadori).
Frida e Diego è uno dei tanti libri di Fabian.
Negrin infatti disegna da quando aveva 15 anni («Da allora disegno ogni giorno»), dopo aver disimparato a 5 anni, a scuola, a disegnare: perché «la scuola, concentrata a insegnarti a leggere e a scrivere, ha una sfiducia verso l’immagine. Tutti sappiamo disegnare fino a che andiamo a scuola».
Fabian Negrin conta al suo attivo più di 100 libri illustrati, di cui è spesso è autore anche del testo.
Nato in Argentina nel 1963, a 18 anni si trasferisce a Città del Messico dove si laurea all'Università Autonoma Metropolitana e frequenta un master in incisione. A Città del Messico lavora per i principali giornali e con diverse case editrici e agenzie. Nel 1989 si trasferisce a Milano e le sue illustrazioni appaiono su numerosi quotidiani e riviste fra cui “Corriere della Sera”, “Manifesto”, “Panorama” e “Linea d'Ombra”. Trascorre il 1995 fra Milano e Londra dove collabora, tra gli altri, con “The Independent”, “Tatler”, “GQ” e vince il premio Unicef alla Bologna Children’s Book Fair con In bocca al lupo. Nel 2009 con i libri Mille giorni e una notte e L'amore t'attende ottiene la Bib Plaque alla Bienniale di Bratislava. Nel 2000 vince il premio Andersen come miglior illustratore, nel 2005 il Premio “Lo Straniero” assegnato dalla rivista diretta da Goffredo Fofi e nel 2010 il Bologna Ragazzi Award Non-Fiction e il John Burrows Award a New York.
La mostra è un omaggio alla indiscussa bravura di Negrin, illustratore poliedrico, dalla capacità di disegnare con tanti stili diversi, eppure sempre riconoscibili grazie alla decisione e alla personalità del suo tratto. Negrin definisce il suo lavoro un “cantiere perpetuo” in cui le diverse tecniche utilizzate, dalla pittura all’incisione grafica, sembrano quasi scegliere da sé dove poter essere utilizzate e dove no. Le 50 opere in mostra, tra acquerelli, acrilici e incisioni su scratchboards, raccontano un mondo di immagini da scoprire lentamente, in cui ogni particolare emerge improvviso, man mano che lo sguardo ne prende consapevolezza.
Andrea Rauch, noto grafico, editore di Prìncipi&Princìpi, afferma che “Ormai non dovremmo più sorprenderci che Negrin, ogni anno, a volte anche più spesso, ci regali una perla della sua straordinaria sensibilità”. Eppure la sorpresa sopraggiunge sempre, anche perché il modo migliore per imparare a disegnare è proprio disegnare sempre come fa Negrin. E con gli anni, e con una maggiore consapevolezza, il suo tratto è diventato sempre più spesso capolavoro.
Un disegno che non dimentica mai che il più delle volte sono i bambini i primi destinatari (non gli unici, dato il valore artistico del suo lavoro) e che crea un dialogo costante con il presente, con l’immaginario dei tempi in cui viviamo. Lontanissimi dalla banalizzazione dei “buoni messaggi” della letteratura dell’infanzia, Negrin rivendica il ruolo sociale di un illustratore per bambini il cui compito, nella logica di un rispetto nei confronti dell’infanzia, dovrebbe essere quello di dire che il mondo è complicato, ma può essere bello anche per questo.













